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Marco Pesaresi - Docufilm - Oktoberfoto 2026 - XVIII Edizione - Manifestazione Fotografica Internazionale

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Marco Pesaresi - Docufilm
Venerdi 16 ottobre 2026
Sala Montanari, via Dei Bersaglieri 1, Varese
ore 21,00 - ingresso libero

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Il granchio nudo - La storia di Marco Pesaresi
➔ Ideazione e soggetto: Riccardo Caccia, Michela Fragomeni
➔ Sceneggiatura: Marta E. Antonioli, Riccardo Caccia, Michela Fragomeni, Elena Padovan
➔ Regia: Marta E. Antonioli, Elena Padovan
➔ Una produzione Antonioli/Caccia/Fragomeni/Padovan con la collaborazione di Alpha Charlie Production
➔ Durata: 79 min 33 secondi
Il film narra, attraverso i racconti di chi gli è stato vicino, la storia del fotografo riminese Marco Pesaresi (1964-2001) che, nonostante un talento ampiamente riconosciuto, si suicida a soli 37 anni lanciandosi con l’auto in mare. Quale forza comunicativa sanno esprimere, ancora oggi, i suoi scatti?
Cosa raccontano, oggi, gli scatti di un fotografo che, all’apice del successo, si toglie la vita in un inverno di inizio millennio? Come è possibile che di lui e del suo lavoro sia rimasta così poca memoria al di fuori dei suoi luoghi e di un’élite di “addetti ai lavori”? Eppure, chiunque si avvicini alle immagini di Marco Pesaresi ne rimane inevitabilmente conquistato: sono fotografie che - ancora oggi, vent’anni dopo - parlano a tutti e con tutti, con candore e immediatezza, senza discriminazioni e pre-giudizi. “Il granchio nudo” racconta la storia di questo fotografo, e lo fa attraverso le testimonianze delle persone che, a diverso titolo, hanno fatto parte della sua vita.
L’ambientazione prevalente è Rimini: questa città dalla duplice anima che muta d’aspetto con cadenza stagionale è la protagonista del progetto fotografico più intimo di Marco. Sospeso tra le luci sguaiate e stranianti delle discoteche della riviera estiva e la malinconia della costa innevata semi-deserta durante l’inverno, il bianconero struggente di quelle immagini ricalca la spaccatura insanabile e ben più profonda che lo porterà a togliersi la vita nel 2001.
La narrazione ripercorre anche gli anni in cui Marco lavora e viaggia. I suoi reportage compaiono sulle più significative riviste internazionali e gli permettono di siglare la collaborazione con l’agenzia Contrasto: sono proprio le prestigiose firme dell’agenzia che lo hanno seguito in quegli anni – oggi autorevoli personalità in ambito artistico/editoriale - a raccontarci il loro particolarissimo rapporto personale e professionale con Marco. Marco Pesaresi si rivela una figura complessa, stratificata e contrastante ma intrisa di una dolcezza e una vulnerabilità rare; l’ambizione di questo film è di restituirne la misura.
La coralità protagonista del film è attraversata da alcuni elementi ricorrenti ed essenziali che hanno funzione di fil rouge tra le varie interviste situazionali e non posate.
Durante i suoi viaggi e negli incontri col vasto atlante di umanità che popola i suoi scatti, Marco Pesaresi scrisse un gran numero di poesie, diari e appunti. Sono proprio le sue parole, dunque, ad accompagnare lo spettatore attraverso un voice over, cui presta la voce l’attore emiliano Enrico Salimbeni.
Rimini, invece, prende vita sia nei luoghi ancora abitati dagli affetti di Marco, sia nelle immagini di repertorio e d’archivio che la riportano negli anni Ottanta e Novanta: video girati con pellicole in Super 8 che restituiscono scorci di vita quotidiana e l’atmosfera di una città eternamente duplice e complessa.
La macchina da presa, inoltre, sale a bordo dell’automobile con cui il fotografo era solito muoversi lungo le strade riminesi. La narrazione, quindi, si sviluppa attorno alla semantica del viaggio: sia quello che ha caratterizzato la sua vita e la sua fotografia, dal lungomare di Torre Pedrera alla caotica metropolitana di Calcutta, sia quello meramente temporale, che ripercorre le varie tappe della sua esistenza fino al drammatico epilogo.
La musica originale, composta dal cantautore riminese Daniele Maggioli e arrangiata da Marco Mantovani, fa da perfetto contrappunto - amaro e dolcissimo allo stesso tempo – al dipanarsi della storia.
UN DOCUMENTARIO SU MARCO PESARESI: PERCHÉ?
La scoperta casuale della fotografia di Pesaresi porta istintivamente a interrogarsi sul perché di questo artista non si parli abbastanza e il suo nome non risuoni al pari di quello di altri suoi più noti colleghi. Non solo per le sue capacità tecniche, per lo sguardo capace di individuare con naturalezza gli equilibri tra le masse e i vuoti, ma soprattutto per il suo rivelare in ogni scatto porzioni di mondo esterno intrise di parti profonde di sé.
Approfondendo la conoscenza di Marco impariamo a riconoscere la sua ecletticità, il suo offrirsi a ciascuna delle persone con cui è entrato in contatto in un modo diverso, dedicato, pur rimanendo profondamente autentico.
Questo suo “darsi” in maniera così totale e totalizzante gli ha permesso di ricevere in cambio la medesima apertura da parte dei soggetti che fotografava. Per questo è così facile affezionarsi a coloro che le popolano all’interno di scenografie a volte desolate ma che mostrano sempre una nota poetica, anche quando si tratti dei luoghi della sua quotidianità, di mondi lontani o di quelli della solitudine di massa.
Sono mondi rarefatti, i cui confini scivolano indefiniti tra l'interiore e l'esteriore, dove lo sguardo di una prostituta rivela la paura del vuoto, le pallide luci del metrò sfarfallano su solitudini ammassate, e la neve posata sulla sabbia appesantisce la giovinezza.
La scoperta casuale della fotografia di Pesaresi ci ha portato, per l’appunto, a volerne fortemente condividere la poesia.

Marta Erika Antonioli, classe 1995, laureata con lode nel corso magistrale in Cinema, Televisione e New Media all’Università IULM di Milano. Filmmaker freelance dal 2019, ha collaborato con realtà quali Unicef e FAI, viaggiando in Italia e all’estero per progetti di carattere documentaristico. Nel 2021, ha co-diretto il biopic sulla vita di Pupi Avati "Vorrei sparire senza morire", proiettato nell’ambito della 78esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Appassionata di fotografia, gli scatti e la vicenda di Marco Pesaresi l’hanno da subito affascinata in modo inedito e profondamente personale.

 
Elena Padovan, regista e filmmaker da sempre appassionata di fotografia e cinema, si è laureata nel 2020 in Televisione, Cinema e New Media all’Università IULM di Milano. Ha collaborato come videomaker per realtà quali Emergency, Unicef e le case di produzione Natia Docufilm e Alpha Charlie Production. La scoperta postuma degli scatti di Marco Pesaresi e la sua straordinaria sensibilità nell’immortalare chi sta ai margini della società ha reso naturale e immediata l’idea di raccontarne lo sguardo. Il desiderio è quello di riportare alla luce anche quelli che sono i suoi scatti meno conosciuti ma che hanno ancora molto da dire.

Riccardo Caccia, ideatore, produttore e sceneggiatore del progetto, si è interessato alla figura del fotografo Marco Pesaresi dopo essere rimasto colpito dalla forza espressiva della sua opera. Riccardo è docente di Storia del Cinema e di Laboratorio di Streaming all’Università IULM di Milano e collabora con varie riviste di cinema. Ha tradotto libri sui registi Martin Scorsese e Alfred Hitchcock e il catalogo della mostra di David Lynch tenutasi alla Triennale di Milano nel 2007. È autore di monografie sui registi Orson Welles (Mursia) e David Lynch (Il Castoro) e co-autore del volume Maestri in serie (Falsopiano). Ha collaborato all’Enciclopedia del cinema edita da Garzanti. Il suo ultimo libro è Storia e cultura del cinema. Figure, forme temi (Pearson, 2021).

Michela Fragomeni, ideatrice, produttrice e sceneggiatrice del progetto. Appassionata di fotografia, romana di nascita ma romagnola per vocazione, il suo “incontro” con Marco Pesaresi avviene quasi casualmente, dopo una lunga serie di coincidenze e percorsi emotivi comuni che l’hanno portata negli anni a frequentare e ad amare quei luoghi così ricchi di contrasti e di suggestioni - luoghi della cui anima egli aveva nei suoi scatti così poeticamente tratteggiato il candore e il tormento. Da quell’incontro tanto casuale quanto folgorante è scaturito il suo desiderio di approfondire il lavoro e la poetica di questo fotografo e di provare a restituirne, attraverso una testimonianza filmica, tutta la dolcezza e la spiazzante

 
Exposure - The Story of Marco Pesaresi
Through the words of those who knew him well, the movie tells the story of photographer Marco Pesaresi (Rimini, 1964-2001). Despite a widely recognized talent, he took his own life at only 37 years old. What communicative power do his shots still express today?
What do the photos of a photographer who committed suicide at the height of his career in the early 2000s tell us today? How is it possible that so little memory remains of him and his work outside of his local areas and a small circle of insiders? Yet, anyone who sees Marco Pesaresi's images is inevitably captivated: they are photographs that - even today, twenty years later - speak to everyone, with candor and immediacy, without discrimination or prejudice. Il granchio nudo (Exposure) tells the story of this photographer through the testimonies of those who, in various ways, were part of his life.
The predominant setting is Rimini: this city with its dual soul, which changes appearance with the seasons, is the protagonist of Marco's most intimate photographic project. Suspended between the gaudy and alienating lights of the summer discos and the melancholy of the semi-deserted snowy coast in winter, the poignant black and white of those images mirrors the irreparable and much deeper rift that would lead him to take his own life in 2001.
The narrative also retraces the years in which Marco worked and traveled. His reports appeared in the most significant international magazines and allowed him to sign a collaboration with the Contrasto agency: it is precisely the prestigious figures of the agency who followed him in those years - now authoritative personalities in the artistic/editorial field - who tell us about their very special personal and professional relationship with Marco. Marco Pesaresi is revealed as a complex, layered, and contrasting figure but imbued with a rare sweetness and vulnerability; the ambition of this film is to convey the poetic power of his vision.
The film's narrative, characterized by a choral structure, is unified by recurring elements that serve as a common thread between various on-location and staged interviews. Marco Pesaresi's words, voiced by the actor Enrico Salimbeni, guide the viewer through a voiceover, offering a personal and introspective journey. Meanwhile, Rimini comes alive through both contemporary footage and archival images from the 80s and 90s, shot on Super 8 film, capturing the city's complex and multifaceted atmosphere. The camera accompanies Pesaresi on his travels, emphasizing the central theme of the journey, from the seaside promenade of his native Torre Pedrera (Rimini) to the chaotic metropolis of Kolkata.
The film's narrative, characterized by a choral structure, is unified by recurring elements that serve as a common thread between various on-location and staged interviews. Marco Pesaresi's words, voiced by the actor Enrico Salimbeni, guide the viewer through a voiceover, offering a personal and introspective journey. Meanwhile, Rimini comes alive through both contemporary footage and archival images from the 80s and 90s, shot on Super 8 film, capturing the city's complex and multifaceted atmosphere. The camera accompanies Pesaresi on his travels, emphasizing the central theme of the journey, from the seaside promenade of his native Torre Pedrera (Rimini) to the chaotic metropolis of Calcutta.

 

 
 
      
 
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